
Il titolo: L'altra Metà del Cielo mutua il detto maoista checoinvolge il mondo femminile ma, solo come forza lavoro, non comeparità di genere o parità dei diritti, tutt'ora in parte omessi.Inoltre, Lea Vergine con L'Altra Metà dell'Avanguardiaha teso a dare a Cesare ciò che è di Cesare, e cioè consegnarel'arte al fattore femminile, in quanto molte furono le donne:compagne, mogli, o amanti, degli artisti con grandi capacitàartistiche, però soffocate dall'uomo-artista che gli stava a fianco.Emblematico il caso di Camille Claudel derubata delle sue capacitàscultoree, poi, segregata in manicomio dal fratello con la complicitàdel suo amante lo scultore Rodin. Oppure, la Dora Mar di Picasso. Ma,pure Berthe Morisot e Jeanne Hébuterne, cognata e modella di Manetla prima, e l'altra moglie di Modigliani che seppur brave artistesono state considerate per anni come autrici minori.
La storia dell'arte al femminile è già presente nel nostro Rinascimento con Sofonisba Anguissola, Marietta Robusti (la Tintoretta) e Artemisia Gentileschi. Donne cresciute nelle botteghe paterne, o da famiglie illuminate. Oragli anni sono cambiati e le donne artiste sono delle star mondiali come Marina Abramovic, Tracey Emin, Dana Schutz, Cecily Brown, Ana Mendieta, Louise Bourgeois, Barbara Kruger, Cady Noland, Isa Genzken, Berlinde De Bruyckere per citarne alcune. E' la dimostrazione che l'altra metà del cielo ha rotto il cielo di cristallo chele teneva bloccate sottocoperta del manto stellato. Si è finalmente capito che benché il linguaggio artistico possa ridursi a dei segni comuni, o a delle forme comuni, nate da materiali usati in maniera neutra, che a seconda le si manipoli esse prendono una forma, questo linguaggio neutro cambiava fortemente secondo della capacità di genere. E' indubbio che la sensibilità femminile sia diversa da quella maschile, basti solo capire che l'essere donna dà la possibilità della procreazione, mentre il maschio viene "agito",occupato, dalla sua paternità. Questa va imparata non gli è naturale! Ricordo, poi, che lo stesso Carl G.Jung sosteneva che l'uomo nel suo inconscio ha una parte dell'Anima femminile, mentre la donna possiede una parte dell'Animus maschile. "Jung considerava il processo dell'anima una delle fonti dell'abilità creativa".
Quasi una compensazione psichica fra sensibilità incerte. Quindi ad agire nell'opera al femminile concorrono tutta una serie di dati esensibilità vicine alla psicologia maschile. Qui in questa mostra ci riguarda un'analisi artistica delle opere e dei soggetti prescelti Clara Brasca che muove da un suo mondo legato alle scoperte del Winckelmann sulla classicità greca: "nobile semplicità e quieta grandezza", come le definiva, si congiunge al Neoclassicismo del Canova e di Anton R. Mengs. Claudia Buttignol ha un' irrompenza di gesto del tipo espressionista qui mosso all'interno del colore rosso che ne denota un'accensione di pericolosità sanguigna e di attrazione. Massimiliana Sonego si dice muova all'interno di un specchio scheggiato che dà figura aduna visione distorta seppur integrale vicina all'onirico delle sue opere. L'8 marzo, festa della Donna, l'abbiamo voluto ricordare così, quale palestra dimostrativa di un fare artistico al femminile.