Diario Interiore 2024

Massimiliana Sonego

Diario Interiore 2024

“L’unico mezzo di esprimere un’emozione in forma d’arte è di trovare un correlativo oggettivo […]
Thomas Stearns Eliot                                                                                    

                                                                   

DIARIO INTERIORE

“L’oggetto mi permette di vedere l’invisibile e dar forma ai miei pensieri” afferma Massimiliana Sonego, pittrice squisita di “interni” come la definisce la critica d’arte Lorena Gava: sedie, poltrone, vasi, soprammobili, oggetti che appartengono al vissuto dell’artista sono i protagonisti della sua ricerca artistica e filosofica.

Quando sono andata a trovare Massimiliana Sonego ho ripensato ad un libro di Sandra Petrignani che ho molto amato “La scrittrice abita qui”: l’autrice scrive che, mettendosi “in ascolto delle cose”, guardando mobili e suppellettili, stanze e giardini, riuscì ad entrare in simbiosi con i vissuti più intimi delle più significative scrittrici del Novecento in modo da poterne raccontare la storia sentimentale e letteraria.

Con lo stesso stato d’animo sono entrata nella casa di Massimiliana, ho osservato oggetti, quadri, mobili per poi immergermi quasi in “apnea”, citando il titolo di un suo quadro, nella magica atmosfera dell’atelier e cercare di cogliere alcuni aspetti della sua creatività che, con una cifra stilistica originale ed inconfondibile, si esprime in un poetico ed intimo racconto del quotidiano.

L’atelier rappresenta il suo rifugio dove, in un silenzio rigenerante, ritrova sé stessa: nelle tele, da quelle piccole a quelle dalla dimensione scenografica, gli oggetti, quelli che ama definire “d’affezione”, memorie di un vissuto, passato e presente, vengono frantumati in relazioni molteplici e volteggiano nello spazio in maniera straniante, quasi magica, con chiari riferimenti ai movimenti di avanguardia del ‘900.

Il suo lavoro, nato come necessità di rappresentazione realistica degli oggetti, è passato, attraverso una ricerca di essenzialità, ad un’indagine più profonda: così gli oggetti, pur conservando in qualche forma le tracce del tempo ed evocando la vita di chi li ha posseduti, si connotano di una forte valenza simbolica con un indubbio riferimento, a mio parere, alla poetica del “correlativo - oggettivo” di T.S. Eliot che, in un articolo del 1919, così spiegava la sua idea dell'arte - La poesia non deve esprimere le emozioni ma trovare nella realtà concreta e quotidiana oggetti, situazioni, fatti capaci di evocarle -.

Di fronte alle tele e alle incisioni della Sonego lo spettatore, affascinato dalla varietà delle forme e dalle scelte cromatiche, è indotto non solo ad apprezzarne la qualità estetica ma anche ad indagare sul senso delle cose e ad interrogarsi sulla complessità del reale: emblematica in tal senso la grande tela Parata dove l’artista attraverso la molteplicità degli oggetti raffigurati, frammenti di una realtà in continua trasformazione, sembra suggerire all’osservatore possibilità di lettura ed interpretazione infinite.

Franca Benvenuti

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