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Memorie altrove
Personale, Associazione Culturale Talenti, Portobuffolè (TV), 2015
[…] gli oggetti di cui rimane esile memoria di contorno – il vaso bianco, il carillon, la fruttiera, la sedia della nonna, comò e comodini, la poltrona rossa – hanno pari valore delle più astratte linee e zone di colore. E' un fluire senza stacchi di una liquida musicalità che trova la sua dimensione più appropriata nelle tele lunghe, ma che passa in realtà di quadro in quadro, dove ogni singola opera non è, in realtà, che il singolo frammento di un'unica composizione che potrebbe continuare all'infinito. E ne dà diretta testimonianza la sua più recente produzione grafica, laddove sono letteralmente ritagliate parti di una più ampia composizione. Ma la sfida continua. In una recente riflessione – unico viatico a un catalogo per il resto “liber mutus” di sole immagini di opere fra il 2012 e il 2014 – Massimiliana confessa come si vadano sempre più offuscando e confondendo i confini tra quello che dovrebbe appartenere alla sfera delle certezze e ciò che invece rientra nella pura possibilità: “Nella vorticosa sovrapposizione di Tempo e Spazio, il pensiero perde i suoi rassicuranti riferimenti; i contenuti vengono liberati dai consueti significati e si impongono con nuove e sconosciute evidenze”. si può che apprezzare tanta onestà intellettuale in un'artista che risponde alla propria ispirazione con così scoperta “verità”, unico criterio per il giudizio in un'epoca che ha rinunciato a canoni di riferimento. E ben più apprezzabile, al di là delle intenzioni, è il risultato sul piano artistico: apparentemente intellettuali ed ermetiche, le opere di Massimiliana Sonego richiedono in realtà impegno introspettivo e la stessa accuratezza nello sguardo che l'artista vi pone nell'esecuzione. Sublimate dalle passioni effimere e quotidiane assumono una dimensione universale: sono “tout court”opere classiche.
 (Eugenio Manzato dal catalogo mostra Memorie Altrove, 2015)

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Sono corpi indefiniti, che galleggiano nel grande silenzio di un universo sconfinato, le immagini pittoriche e grafiche di Massimiliana Sonego, esposte a Portobuffolè dall’Associazione culturale Talenti; alcune dotate all’apparenza di un seme di vita (un volto?) e altre di un’intelligenza geometrica, o di un’impronta di purezza meccanica propria dei prodotti da design. Frutto - con parole dell’artista, citate da Eugenio Manzato nella presentazione della mostra - di una “vorticosa sovrapposizione di Tempo e Spazio”, dove “il pensiero perde i suoi rassicuranti riferimenti, i contenuti vengono liberati dai consueti significati e si impongono con nuove e sconosciute evidenze”. La figurazione, dunque, se c’è, può arrivare a evocare qualcosa di familiare, di domestico, ma è sempre meno imperiosa della carica interiore, che fa di ogni insieme, di ogni composizione e di ogni frammento una componente parziale di un dipinto metaforico che è il quadro consapevole di una vita.
L’autrice è ora protagonista di un’avventura iniziata quando, da pittrice spontanea di nature morte, ha deciso di darsi una nuova personalità, diplomandosi all’Accademia di Venezia e specializzandosi poi in grafica d’arte. La rinuncia alla figurazione divenne una necessità dello spirito, e se oggi nella sua pittura ne esiste ancora un quid, è ormai solo un lontanissimo richiamo.
Netta e decisa nei tratti, armoniosa nelle forme, sicura nella padronanza dei colori, che con campiture per lo più piene – rosse, verdi e grigie in varie tonalità, e nere; misurate nei bianchi – generano agglomerati di grande forza, Massimiliana Sonego si presenta con una poetica chiaramente definita e uno stile ben riconoscibile.
Ennio Pouchard, in Il Gazzettino (Treviso), 4 ottobre 2015
Massimiliana Sonego

via XXIV Maggio 93                    
31015 Conegliano - TV

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